Disturbi della prostata: ecco tutti i rimedi

Pubblicato il 01/06/2022


Articolo a cura di: Dottor Francesco Cortesi

Con il termine prostata si fa riferimento ad una specifica ghiandola dell’apparato genitale maschile, situata sotto la vescica: essa è importante per il benessere e la salute dell'uomo, in quanto la sua funzione principale è quella di produrre parte del liquido seminale.

I possibili problemi alla prostata

La prostata può essere soggetta a svariati disturbi, ma soprattutto tende ad aumentare di volume con il passare degli anni.
Questa problematica, piuttosto diffusa dopo una certa età ( a partire dai 45-50 anni), è legata a modificazioni ormonali e viene detta ipertrofia prostatica benigna (IPB); essa riguarda la parte più interna dell’organo, quella a contatto con il collo della vescica.
L'ingrossamento della ghiandola prostatica porta a due tipi di sintomi: quelli urinari di tipo ostruttivo e quelli di tipo irritativo.

  • La compressione sul canale uretrale complica la minzione, per cui si ha difficoltà a iniziare la minzione, intermittenza di emissione del flusso, incompleto svuotamento della vescica, flusso urinario debole;
  • Sintomi irritativi sono: frequenza nell'urinare, nicturia (un aumentato bisogno durante la notte), la necessità di svuotare la vescica e bruciore mentre si urina.

Disturbi alla prostata: l'importanza della prevenzione

La prevenzione per l'iperplasia prostatica benigna consiste in una diagnosi precoce ,che si ottiene sottoponendosi a controlli periodici ( esame del PSA, visite annuali dall'urologo) dopo i 40-50 anni. È importante seguire un'alimentazione varia ed equilibrata, ricca di frutta, verdura e cereali integrali, ma povera di grassi saturi (carne rossa, formaggi e fritti), evitando peperoncino, birra, insaccati, spezie, pepe, superalcolici, caffè e crostacei. È fondamentale bere a sufficienza, almeno due litri di acqua al giorno (diluendo così le urine e prevenendo eventuali infezioni), e svolgere attività fisica moderata e regolare. Anche la regolarità intestinale è molto importante per il benessere della prostata: la stitichezza può infatti provocare irritazioni tra intestino e prostata e favorire infezioni a seguito della proliferazione di batteri.

Prodotti consigliati per la prostata

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Vediamo ora quali sono i principali rimedi naturali che ci possono aiutare nella prevenzione e trattamento dell'IPB.

A cosa serve la Serenoa repens?

Tra le piante una delle più utilizzate è la Serenoa repens: essa è una pianta ricca di principi attivi che mostrano svatriate propietà. In particolare la Serenoa contiene fitosteroli in grado di inibire l’enzima 5-alfa-reduttasi, che ha la funzione di trasformare il testosterone nel suo derivato molto più attivo, il diidrotestosterone (DHT), che sarebbe responsabile dell'ingrossamento prostatico. Altre sostanze attive all’interno dei frutti di serenoa repens sono gli acidi grassi liberi, in grado di ridurre la contrazione della muscolatura liscia presente a livello della prostata e del collo vescicale (in modo da favorire il flusso urinario e lo svuotamento vescicale) e i flavonoidi, con spiccate azioni anti-infiammatorie e anti-edemigene.

Effetti collaterali della Serenoa repens

La serenoa repens ha quindi un triplice effetto: antiandrogeno, miorilassante e antiinfiammatorio. L'assunzione di serenoa è fondamentalmente sicuro, tuttavia a volte si può presentare qualche lieve effetto avverso: diarrea, vomito e nausea.

  • Va posta attenzione anche alle possibili interazioni farmacologiche in caso di concomitanti terapie a base di ormoni. Utile può essere associare l'azione di serenoa a quella altre sostanze come licopene, zinco e selenio;
  • Il licopene è un carotenoide, che grazie alla sua azione antiossidante può ridurre lo stress ossidativo e l’invecchiamento dei tessuti a livello prostatico;
  • Il selenio se associato a Serenoa e Licopene ne massimizza l’efficacia potenziandone l’azione antinfiammatoria;
  • Infine lo Zinco contribuisce al mantenimento dei normali livelli di testoterone;
  • Un'altra pianta interessante è l'epilobio, un'erba infestante con un buon potenziale terapeutico: la sua capacità di inibire la sintesi di prostaglandine le conferisce proprietà analgesiche, antinfiammatorie ed antiproliferative, che possono rivelarsi utili nel trattamento di patologie a carico della prostata Un importante aiuto può arrivare poi dalla zucca: i semi di zucca sono largamente impiegati in prodotti fitoterapici per la cura dell'ipertrofia prostatica benigna, perché contengono betasteroli, molecole strutturalmente simili agli androgeni ed agli estrogeni.

Queste sostanze si sono dimostrate utili per abbassare i livelli di colesterolo e migliorare i sintomi dell'ipertrofia prostatica, effetto legato in parte alla capacità di inibire la conversione del testosterone in diidrotestosterone, e in parte all'ostacolo offerto nei confronti del legame tra recettori degli androgeni e diidrotestorone ( quest'ultimo come abbiamo detto è coinvolto nell'iperproliferazione delle cellule prostatiche).

Chiudiamo ricordando come nel caso dell'ipertrofia prostatica benigna sia fondamentale la prevenzione: praticare un corretto e sano stile di vita, magari associando dopo i 40-45 anni il giusto integratore (seguendo il consiglio del medico curante o del farmacista), può contribuire a ritardare e a mitigare l'insorgenza dei primi sintomi.